AI Act EU compliance
Cosa è già obbligatorio adesso — e cosa è stato rinviato
Il Regolamento UE 2024/1689 (AI Act) non è più una scadenza futura: dal 2 agosto 2026 sono in vigore gli obblighi di trasparenza (art. 50) — i chatbot devono dichiarare di essere AI, i contenuti generati con l'AI vanno marcati, i deepfake etichettati. Gli obblighi per i sistemi high-risk (HR, credit scoring, sanità, istruzione) sono invece stati rinviati dal pacchetto UE "Digital Omnibus" approvato a giugno 2026: si applicano dal 2 dicembre 2027 (Allegato III) e dal 2 agosto 2028 (AI integrata in prodotti già regolamentati, Allegato I). Tradotto: se hai un chatbot sul sito o pubblichi contenuti AI, l'obbligo è adesso; se usi AI per decisioni sulle persone, hai più tempo — ma non è un condono.
Sintomi tipici di chi ci chiama
Hai un chatbot o un assistente AI sul sito che parla coi clienti.
Pubblichi immagini, video o testi generati con l'AI (sito, social, pubblicità).
Usi sistemi AI per screening CV / selezione candidati.
Hai modelli predittivi per credit scoring, valutazione clienti, antifrode.
Software sanitario con AI per supporto diagnostico, triage, dosaggio.
Sistemi AI per valutazione studenti, riconoscimento emotivo in scuole.
Sviluppi internamente AI generative integrate nei prodotti (anche white-label).
I tuoi clienti enterprise iniziano a chiederti "che policy AI applicate?"
Anche uno solo è motivo per chiamarci. Diagnosi remota sempre gratuita.
La soluzione, a prezzo chiaro
Scegli il pacchetto che corrisponde alla tua situazione. Prezzi tutto incluso: zero sorprese.
AI Act Assessment
Applicabilità + roadmap
- Audit AI usate dall'organizzazione (sviluppate o acquistate)
- Classificazione per livelli rischio EU AI Act (proibito / high-risk / limited / minimal)
- Verifica obblighi di trasparenza già in vigore (chatbot, contenuti AI, deepfake)
- Gap analysis vs obblighi specifici del livello
- Roadmap conformità con le scadenze aggiornate post-rinvio (2026-2028)
- Documento scritto pronto per board / consulente legale
- Indicazioni se serve registrazione UE database high-risk AI
AI Act Governance Setup
Implementazione completa per high-risk AI
Per aziende con sistemi AI high-risk in produzione o pre-produzione
- Tutto il pacchetto Assessment
- DPIA AI (Data Protection Impact Assessment) integrata GDPR
- Setup registro interno sistemi AI aggiornato
- Policy interne uso AI (per dipendenti + fornitori)
- Procedure incident reporting AI verso autorità competente
- Documentazione tecnica audit-ready per sistemi high-risk
- Formazione team 2h su responsabilità AI Act
- Review documenti contrattuali con fornitori AI
Da quando ci chiami, a quando hai risolto
Audit AI uso
Mappiamo TUTTI gli usi AI nell'organizzazione (anche quelli "spontanei" dei dipendenti con ChatGPT).
Classificazione
Categorizziamo ogni sistema secondo i 4 livelli rischio AI Act + identifichiamo obblighi specifici.
Roadmap + setup
Definiamo cosa fare per quando, sulle scadenze reali post-rinvio: trasparenza subito, high-risk verso dicembre 2027.
Audit-ready
Documentazione pronta per ispezioni Garante / clienti enterprise / consulenti legali.
Dopo l'intervento, vuoi che non succeda più?
AI Act + NIS2 + GDPR sono tutte facce della stessa medaglia: governance dati. Con Security NIS2 monitoraggio costante + manteniamo tutto allineato.
Le domande che ci fanno tutti
Onestà: quasi nessuna PMI della Tuscia usa AI "high-risk" — ma quasi tutte, oggi, hanno un chatbot sul sito o pubblicano contenuti generati con l'AI, e per quelli l'obbligo di trasparenza è già in vigore dal 2 agosto 2026. NON sei impattato come high-risk se usi ChatGPT come tool di produttività o hai un chatbot semplice per le FAQ (ma il chatbot deve dichiarare di essere AI). SÌ sei impattato high-risk se: HR screening automatico CV, credit scoring clienti, software sanitario con AI diagnostica, sistemi che influenzano accesso a servizi pubblici/scuola/sanità/lavoro — in quel caso gli obblighi pieni scattano dal 2 dicembre 2027.
Calendario aggiornato dopo il pacchetto UE "Digital Omnibus" (approvato a giugno 2026): 2 febbraio 2025 = divieti sui sistemi a rischio inaccettabile (es. social scoring); 2 agosto 2025 = obblighi per i modelli general-purpose (chi sviluppa LLM grandi); 2 agosto 2026 = obblighi di trasparenza art. 50 (chatbot, deepfake, contenuti AI) — già in vigore; 2 dicembre 2027 = obblighi high-risk Allegato III (HR, credito, istruzione, biometria); 2 agosto 2028 = AI integrata in prodotti già regolamentati, Allegato I (dispositivi medici, macchinari). Le vecchie date "high-risk agosto 2026 / agosto 2027" non valgono più.
Tre verifiche concrete: (1) se hai un chatbot o assistente AI che interagisce con le persone, deve dichiarare di essere un'AI (a meno che non sia evidente); (2) se pubblichi immagini, video, audio o testi generati con l'AI, i contenuti vanno marcati come tali e i deepfake etichettati in modo visibile; (3) se usi AI per decisioni sulle persone (CV, credito, salute), classifica i sistemi e pianifica la conformità verso dicembre 2027 — il rinvio è tempo utile, non un condono.
L'Allegato III del Regolamento elenca 8 categorie: (1) biometria; (2) infrastrutture critiche; (3) educazione/valutazione studenti; (4) occupazione/HR (screening CV, monitoring lavoratori); (5) servizi essenziali pubblici/privati (incluso credit scoring); (6) law enforcement; (7) migrazione/frontiere; (8) giustizia/processi democratici. Categoria 4 e 5 sono le più frequenti per le PMI italiane. Per questi sistemi gli obblighi si applicano dal 2 dicembre 2027.
Tra gli altri: sistema di gestione del rischio documentato; governance dei dati (training set rappresentativi); documentazione tecnica dettagliata; registrazione UE database high-risk; supervisione umana; accuratezza/robustezza/cybersecurity; marcatura CE. È un setup serio: il rinvio a dicembre 2027 è il tempo per farlo bene, senza corse dell'ultimo minuto.
Le violazioni degli obblighi di trasparenza (art. 50) prevedono sanzioni fino a €15 milioni o al 3% del fatturato globale annuo (il tetto massimo dell'AI Act, €35M o 7%, riguarda le pratiche vietate). Per una PMI le sanzioni vengono commisurate al caso, ma il rischio più immediato è un altro: clienti enterprise e partner che chiedono evidenze e non le trovi.
Onestà: noi siamo tecnici IT, non avvocati. Facciamo: assessment tecnico di quali AI usate, classificazione rischio, gap analysis vs requisiti tecnici, setup operativo (DPIA, registro, documentazione tecnica, formazione team). NON facciamo: pareri legali, rappresentanza in cause, redazione contratti vincolanti. Lavoriamo in sinergia col vostro consulente legale o vi indirizziamo a uno specializzato in AI/GDPR.
AI Act: sei in regola con gli obblighi già in vigore?
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